Lavori in uliveto nel mese di settembre

Cari soci e appassionati di olivi, come sapete l’agricoltura è indissolubilmente legata alle condizioni climatiche, e quest’anno siamo al punto di poter solo sperare in un bel settembre per recuperare su qualità e rese. L’estate finora è stata la più fresca e piovosa a mia memoria, ottima per patate, cetrioli e c., annaffiati quotidianamente,  ma pessima per gli ulivi, più volte al limite dell’asfissia radicale.

L’annata era partita veloce, col calicanto fiorito prima di Natale ( è un ottimo indicatore in base se fiorisce prima o dopo Natale significa stagione precoce o tardiva ), ma questa estate anomala ha frenato lo sviluppo ed ora ci troviamo ad essere un poco in ritardo, con le olive ancora in pieno accrescimento. La cascola è stata notevole ma ormai limitata alle olive compromesse.

Nei territori coperti  precocemente dalle trappole la mosca olearia ha fatto finora danni trascurabili, ma sta uscendo la seconda generazione: occorre decimarla con l’ausilio dello spinosad secondo le modalità spiegate nei mesi precedenti. Nel caso il brutto tempo ne impedisse l’uso ( è un prodotto facilmente dilavabile ) raccomando un rinforzo di trappole, visto che quelle messe in giugno-luglio, pur facendo il loro dovere,  hanno subito notevoli stress climatici, e per quanto la durata sia indicata in tre mesi, si presume siano in esaurimento come efficacia insetticida.  Invece l’efficacia attrattiva ha una durata superiore per cui è utile sfruttarla spruzzandoci sopra  lo spintor fly ( nome commerciale del prodotto a base di spinosad a disposizione dei soci ) .

A metà settembre è importante fare un trattamento a base di rame ( es ossicloruro di rame 3 etti su 100 litri ) per contrastare tutte le malattie fungine e batteriche,  particolarmente insidiose in un anno così umido. Ricordo che il rame ha anche una valenza anti mosca creando sull’oliva un ambiente sfavorevole alla deposizione ed allo sviluppo dei primissimi stadi. Abbiniamo, come sempre facciamo in ogni trattamento, il concime fogliare a base di alghe brune ( anche questo disponibile a magazzino ), il migliore probiotico conosciuto sui vegetali.

Nei nuovi impianti guidiamo con legature alle cannette divaricate i germogli principali equilibrandoli attraverso l’inclinazione: i più vigorosi andranno inclinati di più rispetto a quelli deboli che rinforzeremo portandoli provvisoriamente vicino alla verticale.

Su tutte le piante, se non lo abbiamo ancora fatto, sfoltiamo i succhioni sicuramente dannosi, lasciando quelli utili perché meno verticali e perché riempiono spazi vuoti. Favoriremo così l’afflusso delle sostanze nutritive alle strutture da noi prescelte, frutti in primis. Infatti se anche è vero che un succhione normalmente fruttifica abbondantemente dopo tre anni, è anche vero che ci ritroveremo una pianta chiusa, poco arieggiata e destinata a perdere la forma ideale.

A tutti un augurio di buon lavoro.

Il responsabile tecnico

Gigi Castellano