Lavori in uliveto nel mese di settembre

Cari soci cooperatori e amici olivicoltori che ci seguite, il tempo vola e siamo già al settembre di un’estate di sbalzi termici e idrici con anche grandinate al termine del solleone, quando ormai pensavamo di essere al sicuro. Prima il caldo anomalo in fioritura ha limitato l’allegagione, poi il secco ad indurimento del nocciolo che ha determinato vistose cascole, infine le grandinate che hanno picchiato a terra numerosi frutti, nel contesto di molte piante un po’ esaurite per la carica sopportata lo scorso anno: poche olive finiranno nelle reti. La produzione attesa si stima mediamente un terzo  del 2016, grazie alla varietà frantoio che nonostante tutto si adatta meglio alle problematiche ambientali. Nel Mandellese, dove prevalgono i leccini, invece il raccolto sarà purtroppo ancora più scarso. Interessante osservare come le piante che hanno risentito meno dell’alternanza siano quelle regolarmente ben concimate che, nello stesso anno in cui hanno dato numerosi frutti, hanno anche potuto formare rami utili alla fruttificazione di quest’anno. Il coltivatore che pensa di risparmiare sul concime in realtà  risparmia di raccogliere. Comunque pochi o tanti che siano, i frutti sono doni che le piante ci fanno e sarà nostro dovere raccoglierne il più possibile, anche se non c’è la convenienza economica. Ricordiamoci che le olive rimaste sulle piante fanno il gioco della mosca olearia che trova pastura per la sua moltiplicazione. Mosca la cui seconda generazione sta deponendo ora e che ci obbliga ad attuare soluzione di contrasto se non vogliamo anche subire i suoi danni, più pericolosi nelle annate di scarica. Quindi proseguire la lotta adulticida con le macchie, su piante alterne, di Spintor Fly secondo le note modalità, riportate in etichetta e fornite dalla casa produttrice su internet: https://www.youtube.com/watch?v=v5VvGEMDUNw. Approfittiamo del consueto fondamentale trattamento antifungino di settembre con rame e zolfo aggiungendo un insetticida sistemico naturale a base di azadiractina. L’aggiunta anche dell’estratto di alghe brune come concime fogliare è compatibile. Naturalmente chi sta provando il caolino lo può abbinare proseguendo con le ripetizioni in base alle piogge dilavanti. Tutti i prodotti citati sono consentiti nel biologico e disponibili nel negozio della Cooperativa. L’insetticida  consigliato sopra contrasta anche il nuovo temibile parassita giunto sul nostro territorio: la cimice asiatica, riconoscibile nella foto. Ormai tutti gli anni a causa della globalizzazione del commercio viaggiano fino a noi insetti estranei ai nostri luoghi, alcuni dei quali si ambientano e diventano veramente dannosi. Ne ricordo alcuni: nell’83 la Varroa Destructor che ha decimato le api, dall’86 la mosca del noce ha reso i frutti neri, nel 2012 il cinipide del castagno per alcuni anni ci ha distrutto i raccolti di castagne, due anni fa il moscerino Drosophyla Suzuki che sta devastando in particolare piccoli frutti e ciliegie. Quest’anno, con la cimice asiatica, abbiamo finito di mangiare nocciole, rese amare dalle sue punture. Essendo un insetto estremamente polifago si attacca a tutta la frutta, olive comprese, dove già possiamo osservarle intente a pungere e succhiare i frutti per nutrirsi del loro succo. A differenza della mosca non depone uova all’interno del frutto ma la ferita prodotta può essere veicolo di infezioni fungine e cascole, e il gusto di cimiciato conferito non va sottovalutato. Come vedete il gioco si fa sempre più complicato, ma noi, con l’aiuto della scienza, cercheremo sempre di trovare le risposte migliori, favorendo gli equilibri naturali. Buon lavoro a tutti.

Il responsabile tecnico

Gigi Castellano