Lavori in uliveto nel mese di ottobre

Cari soci ed appassionati olivicoltori, eccoci in dirittura d’arrivo. Un’annata travagliata alle spalle, ma nel bene o nel male i frutti  sono ormai quasi pronti alla raccolta. I pendolini cominciano ad invaiare: nell’ultima settimana di ottobre si può dare il via alle danze sopra e sotto gli ulivi.

Ricapitoliamo i preparativi che possiamo fare in questi giorni ante raccolta: fare l’ultimo sfalcio; togliere i polloni per avere una corretta adesione della rete al colletto ed evitare fughe di olive; ugualmente eliminare spuntoni, spine ed ostacoli che possano danneggiare le reti; sistemare gli accessi ed i percorsi per agevolare il più possibile gli spostamenti  in un territorio difficile come il nostro; chi non lo avesse ancora fatto può togliere qualche succhione per semplificare le piante facendo attenzione a non staccare  olive; preparare coscienziosamente il materiale occorrente: guanti, forbici a doppio taglio e segacci a serramanico ben affilati, secondo le abitudini: pinze cogliolive o pettini o agevolatori meccanici efficienti, corda e cordini per chi sale sulle piante, reti preventivamente controllate per chiudere buchi e strappi, bastoni in ferro con gancio per tenere alzata la rete a valle, casse forate pulite, scale sicure  con un cordino per legarle all’albero. Il tempo impiegato nei preparativi  è poi riguadagnato con gli interessi  nella raccolta, senza intoppi e perdite di tempo ed olive. Massima attenzione alla sicurezza: la fretta e la faciloneria sono cattive consigliere.

Dobbiamo  produrre qualità. Sarebbe un vero peccato compromettere quanto la natura ci offre così generosamente:

1-     “Non  è mai troppo presto” . Cioè raccogliere precocemente limita i danni da eventuale infestazione della mosca e dà oli più fruttati e ricchi di antiossidanti.

2-     “Mai da terra”. Le olive già cadute sono guaste. Raccogliamo esclusivamente le olive staccate nella rete stesa appositamente al momento.

3-     “Rispettare l’oliva” evitando schiacciamenti (specialmente nelle pieghe della rete ) e manipolazioni eccessive.

4-     “36 ore” è il tempo massimo di conservazione che ci consente l’eccellenza. Fortunatamente i soci della Cooperativa unendo i raccolti della giornata sono in grado di molire entro questi tempi.

5-     “Tienimi fresca”. Le olive vanno conservate in casse pulite, forate, non colme, in luogo areato, fresco, asciutto e senza odori .

6-     “ Buono e sano”. Il rispetto dei tempi di carenza dei prodotti fitosanitari, oltre ad essere obbligatorio per legge, ci consente di offrire al consumatore e alla nostra tavola un prodotto indenne da residui. I soci della Cooperativa usano esclusivamente prodotti consentiti in agricoltura biologica.

Osservando questi sei punti abbiamo fatto la nostra terza parte per avere un olio di alta qualità. La seconda terza parte dipende dal territorio, e su questo siamo privilegiati in quanto il Lario per clima,  terreni  e varietà, esalta le peculiarità dell’oliva. L’ultima terza parte spetta al frantoio, ed anche su questo possiamo avere garanzia di cura ed attenzione unita alle macchine più evolute.

Non resta che organizzare la squadra: lavorare in buona compagnia rende il lavoro più redditizio e meno faticoso.

Buone rese a tutti!…ma avendo saltato l’estate quest’anno sarà dura  avere buone rese.…non si sa mai.

Il responsabile tecnico  Gigi Castellano