Lavori in uliveto nel mese di novembre

Cari soci ed amici, è stato un anno difficile per l’olivicoltura lariana e non solo, da inizio anno ad oggi a Perledo sono caduti 2 metri d’acqua, un dato da mangrovie e foreste pluviali, non certo adatto alle nostre piante che hanno dovuto subire oltre agli stress da saturazione acquosa del suolo e da limitata fotosintesi per il poco sole, anche pesanti attacchi parassitari: crittogame, cocciniglia e mosca. Eppure nonostante tutto questo i nostri frantoioni e bolgegne secolari hanno fornito produzioni rispettabili in quantità e qualità con dignitose rese del 12% negli ultimi giorni. Evidentemente i nostri antenati sapevano il fatto loro in quanto a scelte varietali adatte ai nostri ambienti. Al contrario leccini e pendolini non hanno dato frutto per scarsa fioritura e scarsa impollinazione, trovandosi parzialmente sfasate le rispettive fioriture ed incappando nelle consuete piogge abbatti-polline.
Era dal 2007 che non assistevamo ad un così massiccio attacco di mosca, probabilmente scatenato da un clima mite sia dell’inverno che della primavera. Le postazioni in cui le olive sono risultate precocemente ricettive sono state bersagliate. Questo ci supporta nell’insistere sul fatto che lotta massale adulticida con trappole o spinosad deve essere precoce ( entro giugno ) oltre che diffusa. La prima generazione di mosca è quella decisiva, quella che fa marcire le olive e quella che apre in maniera esponenziale la strada alle generazioni successive. Se fermiamo le mosche a giugno poi la strada è tutta in discesa. Dove si è operato in questo modo su un estensione coperta di almeno un ettaro collaborando tra vicini olivicoltori, si è dimostrato che il metodo biologico ha dato ottimi risultati anche in una annata così sfavorevole. Il futuro è quello di ottenere prodotti qualitativamente validi anche dal punto di vista ambientale e della salute, occorre quindi coinvolgere tutte le amministrazioni locali nell’incentivare finanziariamente i metodi di lotta biologica così come sta già meritoriamente facendo la Comunità Montana Valsassina.
La raccolta è ancora in svolgimento, si raccomanda di seguire le indicazioni date nel mese scorso. Non attendete a raccogliere nella speranza di rese superiori perché sono sicuramente superate dalle perdite di olive per cascola.
Terminata la raccolta allontanate le remolive preferibilmente triturandole ( la Cooperativa noleggia un biotrituratore ) e restituendole sul terreno. Effettuate un trattamento rameico con tre valenze: disinfettare le lesioni dovute alla raccolta, arginare le patologie fungine, indurire e fermare la vegetazione in vista dei freddi invernali come solo il rame sa fare. Tuttavia se l’uliveto presenta consistenti attacchi da cocciniglia ( soglia di 5 neanidi per foglia o un adulto ogni 10 cm di ramo ) al posto del rame è meglio usare il polisolfuro di calcio alla dose del 10%.Il prodotto, dal tipico odore di uova marce dovuto ai composti dello zolfo, è efficace sulle neanidi svernanti, poco costoso, totalmente biodegradabile in calcio e zolfo e consentito in agricoltura biologica. Funziona bene anche come disinfettante e fungicida sostituendosi al rame in queste funzioni. Lavate bene la pompa o l’atomizzatore dopo l’uso perché corrosivo sulle guarnizioni in gomma.
Resto a disposizione ed auguro a tutti buon lavoro.
Il responsabile tecnico
Gigi Castellano