Lavori in uliveto nel mese di marzo

Cari soci ed amici appassionati di olivicoltura, eccoci al nostro appuntamento mensile. Questo inverno insolitamente ha mostrato la sua parte più rigida alla fine, nei giorni appena trascorsi. Se le alpi ci proteggono dai venti del nord così non è per quelli dell’est, una massa d’aria siberiana ha attraversato l’Adriatico e la pianura ed è risalita fino a noi determinando minime termiche nell’ambiente olivicolo fino a -8° . Fortunatamente questi picchi minimi sono durati poche ore, ma il gelo comunque persistente può aver lesionato le parti più sensibili delle piante. Occorre aspettare un paio di settimane per poter osservare i danni, che dove le piante erano ferme, asciutte e in buon equilibrio minerale saranno fortunatamente trascurabili. Invece piante in vegetazione perché concimate nell’autunno o appena riformate o in ambienti umidi potranno manifestare disseccamenti e lesioni corticali con conseguente formazione di rogna, come visto nel 2012. In quest’ultimo caso, appena le temperature minime si sono stabilite sopra i +2° è utile fare un trattamento con rame in uno dei suoi formulati commerciali, addizionato alle alghe brune per stimolare le autodifese. Lo stesso trattamento è consigliato a fine potatura per disinfettare le ferite da taglio e abbattere le foglie infette da occhio di pavone, rispettando scrupolosamente le dosi in etichetta. Il sabato 17 mattino presso la sede alla stazione verranno distribuite le piantine prenotate. Essendo in vaso non è indispensabile la piantagione immediata. Aspettate che la terra sia in tempera, cioè ne asciutta ne bagnata, procedete con la prova empirica del pugno di terra: se riuscite a formare una palla di terra con le mani e poi a sbriciolarla finemente allora è la condizione ideale, se la palla non si forma la terra è troppo asciutta, se non si sbriciola è troppo bagnata. Creare da subito un ambiente favorevole per le radici è fondamentale. Se le condizioni non sono ideali rimandate conservando le piantine all’aperto in un luogo riparato annaffiandole senza esagerare. Ricapitoliamo la sequenza di piantagione con buche che dovrebbero essere già state aperte da un paio di mesi. Dare un’ultima mossa alla terra in fondo e ai lati della buca col piccone. Spolverare la buca con calce per disinfettare. Piazzare il paletto tutore in legno di essenza forte e diametro almeno 6 cm a nord della futura piantina. Dovrà emergere dal piano di campagna circa 1,5 m. Mettere sul fondo i sassi rinvenuti durante lo scavo. Spargere sul cumulo di terra scavata la concimazione prevista ( ad esempio in terreni mediamente dotati 2 kg di stallatico compostato essiccato + 3 etti di solfato potassico magnesiaco + 2 etti di fosfato naturale tenero, tutti concimi bio presenti in Cooperativa ). Riempire la buca completamente. Capitozzare la piantina, se allevata in vivaio a monocono, individuando i rametti prescelti a non oltre 1 m da terra. Togliere due badilate a sud del tutore per alloggiare la piantina col rametto superiore verso nord. Legare con un legaccio morbido al tutore formando un 8. Innaffiare con 10 litri d’acqua. Consiglio per prevenire attacchi fungini da verticillosi o armillaria di sciogliere nell’innaffiatoio l’inoculo biologico Symbiomic alla dose di 15 ml per 10 litri. Per finire un colpetto di rastrello per livellare. In marzo si può dare il via alle potature senza grossi rischi. Causa neve l’appuntamento dimostrativo del giorno 4 è stato rimandato. Vi aspettiamo quindi a Galbiate Domenica 11, come indicato sul sito della Cooperativa, per illustrare le nozioni di potatura ed eseguire potature di allevamento. Le conoscenze ed esperienze attuali ritengono il vaso policonico impalcato basso , con 3 branche, la forma ottimale per esprimere le potenzialità produttive dell’ulivo e facilitare al contempo le operazioni di raccolta, potatura e difesa. Il monocono, pur consentendo inizialmente maggiori produzioni per la superiore densità di piantagione, è ormai abbandonato per la difficoltà di contenere la forza delle piante su un solo asse. Il vaso cespugliato rispetto al policonico rende più laboriosa la posa delle reti di raccolta al centro della pianta. Su come ottenere e mantenere il policonico ne parleremo a Galbiate e nei lavori di Aprile.
Buon inizio di primavera a tutti e buon lavoro.
Gigi Castellano