Lavori in uliveto nel mese di marzo

Cari soci e appassionati olivicoltori, l’inverno lentamente si arrende alla primavera ormai prossima. Con l’allungarsi del giorno cresce la voglia e la necessità di governare i nostri uliveti. Anche gli ulivi sembra non vedano l’ora di avviare il germogliamento per cominciare la nuova stagione. Il fertilizzante è stato dato e la pioggia che lo scioglie gradualmente nel terreno è arrivata. Adesso è ora di cominciare con la potatura, operazione da completare entro la fine di aprile. A seconda dell’ulivo che potiamo distinguiamo tre tipi di operazioni: potatura di allevamento, di produzione e di riforma. Ma tutte tendono a creare e mantenere la forma ideale nel nostro ambiente: il vaso policonico. Come vedete nella foto allegata, da un tronco basso si dipartono tre branche ad aprire la pianta appunto come un vaso. Ognuna di queste è rivestita da branchette fruttifere tendenzialmente orizzontali, via via più corte man mano si arriva alla cima, così da ricordare appunto la forma di un cono, come in figura. Questa forma permette una ottimale illuminazione e arieggiamento della chioma anche internamente e nelle parti più vicine a terra.  Vediamo dal principio come arrivare a questa forma. Se la piantina acquistata ha un asse centrale, questo va eliminato con un taglio al di sopra di un ramo laterale esterno a cui ne sottostanno almeno altri due. Questi tre rametti, distanziati quasi esattamente tra di loro saranno le future tre branche primarie, e il loro allungamento andrà seguito nel corso dei mesi a seguire scegliendo sempre come cima della branchetta la diramazione meglio orientata, togliendo i rametti dorsali e concorrenti. Le tre cime dovranno essere sempre evidenti e privilegiate. L’unica cima di ogni singola branca infatti è fondamentale nel dare e mantenere l’equilibrio vegetativo della pianta. Questa importanza è dovuta alla produzione di ormoni di accrescimento vegetativo che vengono spinti nei rami più alti e verticali esistenti con lo scopo di innalzare ogni pianta a dominare la vegetazione circostante nell’eterno gioco della concorrenza per la luce. Se noi eliminassimo la cima, gli ormoni andranno a congestionarsi nei punti più alti rimasti avviando un riscoppio vegetativo disordinato e verticale a discapito dei rametti fruttiferi orizzontali sottostanti. Rispettando invece un’unica e evidente cima questa assorbe la gran parte degli ormoni di accrescimento determinando uno sviluppo armonico e ordinato sottostante. Nel giro di pochi anni avremo formato così il nostro vaso a tre coni, che con la potatura di produzione dovremo mantenere: partendo sempre dalla cima di ognuna delle tre branche primarie, cima che sceglieremo col solito criterio di ideale prolungamento lineare della branca inclinata, scendiamo lungo l’asse e selezioniamo le branche secondarie togliendo eventuali sovrapposizioni e disponendole a spirale intorno alla branca, curando che la loro lunghezza aumenti avvicinandoci a terra. I succhioni, cioè i rami verticali, cresciuti per lo più sul dorso delle branche, andranno tolti, a meno che sia possibile inclinarli torcendoli per rivestire una zona vuota. La distanza che dovranno avere le branchette secondarie tra di loro è ovviamente proporzionale alla loro dimensione.  Se sono più grandi di un pollice dovranno distare almeno 25 cm. Se sono più grandi di un polso almeno 50 cm. Operando in questo modo manterremo l’olivo sempre giovane e produttivo, comodo nella gestione e nella raccolta. Le piante non potate invece formeranno un cappello in alto che andrà ad ombreggiare i rami bassi che col tempo si spogliano e seccano. Queste necessitano di una potatura di riforma più o meno spinta, che salvando la memoria storica, cioè il tronco, individui le 3 o 4 branche inserite a non più di due metri da terra, che andranno drasticamente ridotte nella parte apicale per ottenere il risveglio delle gemme latenti poste in basso da cui poi l’anno successivo selezionare le rinnovate branchette fruttifere. Come sempre però vale più un esempio pratico di mille parole. Per questo il 2 aprile, domenica, con ritrovo alle 8,30 nella piazza del municipio di Mandello ,la Cooperativa darà vita ad una dimostrazione di potatura sugli ulivi comunali. Un altro appuntamento da non perdere è la distribuzione delle piantine di ulivo: il 18 marzo mattina, presso la sede in piazza stazione di Perledo-Varenna, dove potrete anche reperire tutto il necessario per l’olivicoltura. Arrivederci e buon lavoro.

Gigi Castellano