Lavori in uliveto nel mese di maggio

Cari soci e simpatizzanti, abbiamo avuto una settimana incredibilmente di bel tempo a fine aprile, ed ora ecco puntuale il “monsone” di maggio. Il germogliamento procede con ritardo e a rilento: lo shock termico del burian e del burian bis, il vento siberiano, ha frenato il risveglio, le piante hanno dovuto metabolizzare lo stress subito per fronteggiare il freddo anomalo, che fortunatamente non ha lasciato danni evidenti ma sicuramente ha messo a dura prova i sistemi di resistenza degli ulivi e lasciato strascichi di equilibri vegetativi da ripristinare. Se paragoniamo allo scorso anno, le piante si presentano con due settimane di ritardo. Il consueto trattamento di difesa di metà maggio può quindi essere procrastinato all’ultima settimana del mese. Ricordo che questo trattamento di difesa, insieme a quello di metà settembre, è fondamentale per combattere le patologie fungine ( occhio di pavone, piombatura, lebbra ), quindi non si può prescindere dal farlo se si vuole tenere le piante sane in maniera accettabile, condizione indispensabile per un buon raccolto. Come è triste vedere ulivi non trattati, specialmente i frantoio, pendolino, moraiolo, casaliva: presentano poche foglie, particolarmente nei rami più bassi, dove maggiormente persiste l’umidità; si sforzano di produrre nuova vegetazione che non appena è sviluppata contrae le infezioni e cade di nuovo al suolo prima di compiere un anno, quando invece dovrebbe restare in vita normalmente almeno tre anni per svolgere pienamente la sua funzione fotosintetica, cioè il nutrimento della pianta. Un continuo rivegetare che sfianca l’albero e deprime la produzione, marginalizzata sulle sole cime. E allora se vogliamo essere olivicoltori tratteremo, con quattro prodotti miscelati tra loro: primo il rame, in uno dei suoi preparati fitosanitari commerciali, il più evoluto e che consiglio è Airone della Gowan, abbinamento di ossicloruro e idrossido, con persistenza e rapidità d’azione contemporaneamente; secondo lo zolfo bagnabile, utile in particolare per prevenire la lebbra; terzo il boro, per favorire l’allegagione e tipicamente carente nei terreni calcarei; quarto le alghe brune dell’Atlantico ( in Cooperativa teniamo Algacifo della Cifo ), completo concime fogliare dalle insuperate qualità stimolanti e protettive della vegetazione. Sono tutti consentiti in agricoltura biologica. Rispettare scrupolosamente le dosi in etichetta, non insistere nel bagnare fino al gocciolamento: tenete presente che un pieno di atomizzatore deve bastare per circa 10 ulivi adulti ( equivale a 500 litri/ettaro ). A proposito di atomizzatori e irroratrici, su cui pendeva l’obbligo di revisione funzionale quinquennale, le ultime interpretazioni normative riportate dalla stampa specializzata escludono tale obbligo per gli apparecchi spalleggiati anche a motore, una interpretazione assolutamente di buon senso. Tornando ai nostri lavori, provvedete quanto prima, se non già fatto, al primo sfalcio o trinciatura, lasciando l’erba sul terreno, se non interessa come foraggio, per migliorarlo in fertilità. Sempre massima attenzione a non ferire il colletto delle piante con gli organi di taglio. Per chi non ha terminato, l’ operazione di potatura, visto il ritardo vegetativo, può essere ancora completata entro il 10 del mese. Dopo tale data limitarsi al taglio dei soli succhioni. Buon lavoro, e venite a trovarci per due chiacchere presso la nostra sede e rivendita in piazza stazione a Perledo.
Il responsabile tecnico
Gigi Castellano

Pianta di ulivo frantoio correttamente difesa con produzione fino a terra.