Lavori in uliveto nel mese di maggio

Cari soci e amici olivicoltori, ci eravamo illusi di una primavera gagliarda ed eccoci attaccati alle stufe guardando fuori la pioggia incessante e la neve sui colli. Certo la pioggia mancava…ma la via di mezzo? Fortunatamente qui sul lago non abbiamo registrato danni all’agricoltura da gelate tardive, come invece purtroppo in Brianza e in Valtellina si dice su frutteti  e ortaggi. L’ulivo dal canto suo non teme le brevi gelate appena sotto lo zero, anche sui teneri germogli, e quindi non dovrebbe averne risentito più di tanto. Il meteo previsto è improntato alla variabilità, quindi per le prossime due o tre settimane almeno l’irrigazione è regalata dal cielo, speriamo non sia in eccesso. Dopo aver terminato il primo sfalcio o trinciatura dell’erba il lavoro importante che ci attende in maggio riguarda la difesa fitosanitaria. E’ appunto nel nostro clima limite per l’olivo, fresco e umido, che l’olivicoltura non può prescindere  da una attenta difesa dalle malattie crittogamiche.  Specialmente le varietà più sensibili, come il frantoio, il pendolino e il moraiolo se non adeguatamente coperte subiscono defogliazioni con ripercussioni marcate sulla produzione. Quindi se vi accorgete che il leccino, più resistente all’occhio di pavone,  produce e cresce mediamente più del frantoio è perché la difesa non è adeguata, non per attitudine varietale. Certo è un lavoro faticoso, specialmente se si deve portare a passeggio su e giù per i pendii 35 kg di atomizzatore, tuttavia il minimo sindacale di due trattamenti l’anno sono fondamentali: metà maggio e metà settembre. Quindi da adesso fino a qualche giorno prima della fioritura, prevista a fine mese,  è il periodo ideale per dare il trattamento sanitario: rame e zolfo, tra loro compatibili, ci coprono dalle nuove infezioni di occhio di pavone, piombatura, lebbra e rogna. Attenersi sempre alle dosi d’etichetta. Approfittiamo dell’intervento per addizionare anche i consueti concimi fogliari a base di alghe e boro. Le prime per garantirci dalle microcarenze e per migliorare le autodifese della pianta. Il secondo perché i nostri terreni ne sono scarsamente dotati, ovvero anche se c’è, è poco disponibile. Il boro è un elemento utile per migliorare la percentuale di allegagione. La bagnatura corretta deve essere applicata su tutta la chioma senza arrivare al gocciolamento. Teniamo sempre puntualmente compilato il nostro registro dei trattamenti come utile promemoria dei nostri interventi e per essere ineccepibili in caso di controlli. E se una volta effettuato il trattamento dovesse piovere? Abbiamo lavorato per niente, dobbiamo rifare? La risposta è: due ore. Questo è l’intervallo di tempo necessario perché il rame asciugato sulla foglia possa esplicare con successo la sua funzione sanitaria. Al contrario verifichiamo sempre che la chioma sia ben asciutta prima di fare un trattamento, che altrimenti sarebbe diluito e disperso dall’acqua presente sulle foglie. La formulazione rameica più indicata nei periodi piovosi è l’idrossido, costituito da minuscole scaglie aghiformi si insedia più prontamente sulle foglie e persiste più a lungo  rimobilitandosi in caso di limitate bagnature. Evitare il trattamento se c’è vento per ovvi motivi di dispersione del prodotto. Si calcola infatti che in condizioni ottimali solo il 50% della miscela sanitaria giunge a bersaglio, figuriamoci col vento. La distribuzione con atomizzatori è quella che consente migliore distribuzione e penetrazione nella chioma grazie alla ridotta dimensione delle goccioline prodotte. Questo si traduce in efficienza e risparmio di prodotto. Gli atomizzatori spalleggiati permettono la difesa anche nei terreni più scomodi e poco accessibili. La nostra Cooperativa, grazie agli acquisti cumulativi, ottiene sconti consistenti dalla ditta produttrice. Chi volesse approfittarne si rivolga con fiducia in sede, dove siete sempre i benvenuti. Buon maggio a tutti.

Gigi Castellano