Lavori in uliveto nel mese di maggio

Cari soci ed amici, dopo l’aprile polveroso avremo un maggio piovoso? La statistica, come l’incipit, direbbero sì. Ma noi speriamo sempre al meglio: 30 mm di pioggia fine alla settimana, la domenica notte, e poi sole senza vento: lo firmeremmo in molti, ulivi compresi. Purtroppo o per fortuna la realtà è più imprevedibile e tocca a noi adeguarci. Per esempio dando una ventina di litri alle piantine in allevamento se la pioggia settimanale di cui sopra non si verifica.
Cominciano ad emergere gli abbozzi fiorali, quando le mignole ( così si chiamano i boccioli dell’ulivo ) saranno distese, un paio di settimane prima della fioritura, prevista a fine mese, è il momento giusto per il trattamento fogliare con il boro. Questo elemento migliora la fecondità dei fiori, dunque è superfluo per le piante in allevamento fino ai tre anni dall’impianto, per le quali non interessa la produzione ma la veloce formazione dello scheletro. Mi raccomando di non eccedere nel dosaggio perché si otterrebbe l’effetto opposto, quindi attenersi ai valori in etichetta. Approfittiamo del trattamento aggiungendo alla miscela anche il rame, come ossicloruro o idrossido, allo 0,3%, essendo metà maggio il periodo migliore per proteggere la nuova vegetazione dagli attacchi fungini e batterici. Il terzo prodotto della miscela sono gli estratti a base di alghe che ci garantiscono dalle carenze di microelementi e danno uno stimolo ormonale per lo sviluppo e le autodifese.
Se avete osservato esiti da verticillosi ( rami, branche o intere piantine disseccate, con persistenza delle foglie secche ) l’unico rimedio possibile è intervenire con l’inoculo al terreno di appositi preparati fungini antagonisti, disponibili in sede coop. Il futuro dell’ agricoltura pone grandi speranze nell’utilizzo dei preparati microbici utili, si sta capendo che i patogeni è praticamente impossibile eliminarli direttamente, perché i sopravvissuti al disinfettante o antibiotico di turno generano popolazioni resistenti col solo risultato di aver contaminato l’ambiente e aggravato il problema. La soluzione non è nello sterilizzare ma nel favorire il moltiplicarsi dei microrganismi utili, batteri o funghi, creando così un ambiente sano, stabile e non ricettivo alla presenza dei patogeni. Diluiti in acqua non clorata secondo etichetta vanno distribuiti prima di una pioggia abbondante. Altri accorgimenti per questa grave malattia sono: non ferire le radici con lavorazioni del terreno e disinfettare sempre con alcool i ferri di potatura tra una pianta e l’altra.
Se non già fatto il mese scorso affrettarsi per il primo sfalcio o trinciatura dell’erba, ponendo sempre grande attenzione a non ferire il colletto con gli strumenti di taglio, quindi mantenersi a distanza e terminare poi manualmente la pulizia. E’ preferibile lasciare lo sfalcio dove cade. Nei nuovi impianti oltre allo sfalcio, per limitare la concorrenza dell’erba, bisogna sarchiare intorno alle piantine almeno un metro di diametro di terreno, senza creare conche.
I ritardatari hanno ancora la prima decade di maggio per terminare le operazioni di potatura, tenendo presente che quando la pianta si è mossa i tagli devono essere più lievi, quindi limitarsi alla definizione delle cime, all’asportazione dei succhioni e allo sfoltimento delle parti esaurite, rimandando le riforme all’anno prossimo.
Buon lavoro a tutti.
Il responsabile tecnico Gigi Castellano