Lavori in uliveto nel mese di Aprile

Cari soci ed amici olivicoltori, la primavera è partita alla grande, temperature già miti hanno velocizzato la ripresa vegetativa. Osservando gli ulivi si notano i nuovi teneri germogli progredire velocemente, questo ci sprona a terminare la potatura con qualche anticipo rispetto alla solita fine di aprile, diciamo entro il 20. Potare più tardi comporterebbe uno spreco di risorse che la pianta ha già investito, indebolendola. Il bel tempo, che come dice il proverbio, come la bella gente non stanca mai, porta con sé però la necessità di dover irrigare i nuovi impianti, per evitare che i limitati apparati radicali non siano in grado di fornire acqua per la traspirazione fogliare, con pericolo di crescita bloccata se non di morte, specie nei terreni sciolti e in pendenza. Se non piovesse, 20 litri a settimana ci faranno dormire tranquilli. Ricordate che una pioggia si considera sufficiente se apporta almeno 30 mm d’acqua. Le piante adulte ovviamente non necessitano ora di irrigazioni avendo un apparato radicale ormai affermato. Mi sono stati segnalati da più olivicoltori problemi di seccume di rami e branche, che alla vista si presentano con le foglie secche ancora attaccate, come scottate da una fiammata. Questa è il sintomo di una grave patologia chiamata verticillosi dovuta al fungo microscopico Verticillium Dahliae, molto diffuso in natura e ospite di molte piante spontanee ma soprattutto di piante orticole, che è meglio quindi non consociare all’ulivo. Le spore del fungo germinano e penetrano all’interno dei canali della linfa attraverso le ferite sia della vegetazione che delle radici. I canali vengono occlusi ed il ramo non più nutrito deperisce e poi secca. Esiste anche una forma cronicizzata che non porta ad un rapido disseccamento, a volte la pianta reagisce e si adatta a sopravvivere all’attacco fungino. Vedremo in questo caso una crescita quasi nulla, una presenza di foglie rade e di colore più chiaro e rametti defogliati agli apici. Misure importanti di prevenzione della diffusione sono di potare per ultime le branche delle piante sintomatiche, sempre disinfettare con alcool i ferri tra una pianta e l’altra, evitare zappature e lavorazioni del terreno nelle zone infette per non creare porte d’ingresso al patogeno. Non esiste una cura con fitofarmaci efficace, si è provato ad iniettare nei fusti i più potenti anticrittogamici chimici senza risultati apprezzabili, essendo  il fungo ben nascosto all’interno del legno in aree con limitata traslocazione. L’unica arma a nostra disposizione è quella biologica. Sono da alcuni anni in commercio dei ceppi di microrganismi normalmente presenti negli ambienti sani, appartenenti al genere Trichoderma, che inoculati nel terreno e sulla pianta competono fortemente e tolgono spazio vitale ai patogeni, inibendoli. Le piante malate, dopo che avremo eliminato le parti infette, riprendono a vegetare e la proliferazione nell’uliveto è arginata. Il prodotto è disponibile in Cooperativa e acquistabile senza patentino, non essendo un fitofarmaco ma un inoculo micorrizico. I microbi utili vanno distribuiti subito prima di una buona pioggia per poter essere veicolati nel terreno. Raccomando il loro utilizzo anche in via preventiva.

Al termine della potatura è consigliabile un trattamento con rame e zolfo per disinfettare i tagli e proteggere la fronda rimasta da cicloconio, lebbra, rogna, piombatura e altre simpatiche fitopatie. Per disinfettare eventuali tagli grossi, oltre i 10 cm di diametro, e slupature, cioè pulizie dal legno molle nelle piante vecchie, che la pianta non può rimarginare, la pratica più indicata è passare dove possibile la fiamma del cannello a gas, quello con bomboletta da campeggio per intenderci. L’uso dei mastici si è dimostrato fallimentare poiché mantenendo l’umidità interna accelera i processi di disfacimento. Un lavoro impegnativo di aprile è, nella seconda metà del mese, il primo sfalcio o trinciatura dell’erba. State lontano dai fusti per non ferirli o spelarli: è la prima causa di morte delle giovani piantine. L’erba se lasciata sul posto arricchisce il terreno, ritarda il ricaccio, mantiene l’umidità.

Buona primavera e buon lavoro.

Gigi Castellano