Consigli sui lavori di maggio

Cari soci ed amici,
difficilmente capita di vedere primavere così fresche e piovose, anche se il proverbio dice che “Macc ne fa vot a tuchit e tucot” intendendo che sommando tutti i pezzetti solivi di maggio si arriva a 8 giorni. Purtroppo non sono le condizioni ideali per l’olivo, pianta nata ai limiti del deserto come ricordava il prof. Panelli, e che dunque mal sopporta ristagni e piogge frequenti. Ma vediamo cosa possiamo fare noi per aiutare le piante: fondamentale diventa l’intervento di metà maggio a base di rame. Preferibile l’idrossido di rame in questo periodo, perchè ha prontezza d’azione e capacità ridistributiva in caso di piogge. Il dosaggio è 300 g per 100 litri. Il formulato è consentito nel bio. Consigliamo di aggiungere due concimi fogliari: uno a base di alghe e l’altro a base di boro ( disponibili a magazzino ). Per il boro ( fogliarboro complex ), che favorisce l’allegagione, non eccedere le dosi consigliate di 150 ml per 100 litri perchè altrimenti è facile avere l’effetto contrario. Questo trattamento serve per contrastare tutte le patologie fungine e batteriche, ma in particolare l’occhio di pavone: le foglie malate cadranno e la nuova vegetazione potrà crescere sana e rigogliosa grazie anche alle alghe, preziose piante che contengono tutti i sali minerali disciolti nell’acqua marina ed evitano quindi carenze di microelementi.
Un trattamento corretto bagna uniformemente senza gocciolamento.
L’altro lavoro impegnativo, data la giacitura a volte limite dei nostri uliveti, è lo sfalcio del cotico erboso da completare entro la metà del mese. Ricordo ancora che chi non ha interesse per il foraggio deve lasciare l’erba dove cade col vantaggio di risparmiare il lavoro di rastrello, di fornire sostanza organica al terreno e di dare una coperura che limita l’erosione. Fate sempre attenzione col filo del decespugliatore a non danneggiare il colletto delle piante: bassa velocità di rotazione vicino al tronco o meglio lasciare un contorno d’erba che poi strapperemo a mano.
Le piantine fino a tre anni d’età andranno zappate per un metro abbondante di diametro.
Buon lavoro dunque e che la stagione sia finalmente clemente.

Il responsabile tecnico

Gigi Castellano